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Meldini racconta la storia della piada

Ultime News - Giovedì 19/07/2007, ore 11:35 - Rimini
Piadina

Se la piada è un cibo semplice, molto meno semplice è ricostruirne la storia, anche per l’estrema scarsità di documenti dove la piada è citata, quanto meno fino alla metà dell’Ottocento. A raccontarci la sua storia, fra alterne fortune, e il suo successo odierno sarà Piero Meldini, scrittore e storico riminese, che domani venerdì 20 luglio alle 18.30 presso Castel Sismondo di Rimini terrà un incontro dal titolo “La piada nei secoli: storia di un cibo povero che ha fatto fortuna”. L’evento rientra nel cartellone di ‘Estate al Castello 2007’, manifestazione promossa ed organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Meldini, nel suo intervento, con l’ironia e lo stile che gli sono consueti, ci introdurrà alla conoscenza delle fonti storiche che attestano l’esistenza della piada, per farci scoprire, per esempio, che la prima menzione di una vivanda chiamata piada si trova nella Descriptio Romandiole del cardinale Anglico, del 1371, anche se le piade trecentesche “sembrerebbero piuttosto essere larghe focacce lievitate e forse condite con strutto, cotte nel forno: del tipo di quelle che nel ravennate si chiamano tuttora piè e nel resto della Romagna spianate”.

Nota biografica su Piero Meldini

Piero Meldini, riminese, ha diretto per oltre un quarto di secolo la Biblioteca Gambalunghiana. Si occupa di storia dell’alimentazione e della cucina dalla seconda metà degli anni Settanta. In questo campo ha scritto, tra le altre cose, La cucina dell’Italietta (Guaraldi, 1977, 4 voll.); A tavola e in cucina, in La famiglia italiana dall’Ottocento a oggi (Laterza, 1988); Le pentole del diavolo (Camunia, 1989); La cucina romagnola (Guaraldi, 1993); Le ricette d’e’ Gnaf (Panozzo, 1997); La cucina riminese tra terra e mare (con M. Marziani, Panozzo, 2005); La cultura del cibo tra Romagna e Marche (Minerva, 2005). Ha collaborato dalla fondazione alla scomparsa al mensile “La Gola” e fa parte della redazione della rivista “Slow”. È anche autore di quattro romanzi di successo, tradotti in cinque lingue: L’avvocata delle vertigini (Adelphi, 1994), Premio Bagutta Opera Prima; L’antidoto della malinconia (Adelphi, 1996), Premio Selezione Campiello; Lune (Adelphi, 1999); La falce dell’ultimo quarto (Mondadori, 2004), Premio Matelica.