Il suo nome è già poesia: Montefiore, in dialetto Munt Fior. Rientra nel prestigioso circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è veramente una perla rara, da ammirare, anzi, da vivere. Il paese è la capitale medioevale della Valle del Conca e uno dei paesi della Signoria dei Malatesta più integri e affascinanti. La Rocca, come sentinella di pietra delle terre malatestiane, offre, con le sue geometrie severe e imponenti, scorci splendidi con un panorama mozzafiato. Molti conoscono questo paese per il celebre Santuario della Madonna di Bonora che sorge vicino al centro ed è il più celebre e frequentato santuario mariano della Diocesi di Rimini. Deve la sua origine ad un eremita laico, certo Ondidei di Bonora, che con testamento redatto nel 1409 lasciò ai terziari francescani i suoi beni e la cella in cui aveva fatto dipingere l’immagine della Madonna del latte. Grazie a questa immagine è cresciuto il santuario, poi completamente ristrutturato nei primi decenni del novecento.
Se il Santuario calamita l’attenzione di tanti devoti, il paesaggio fa altrettanto con gli appassionati di turismo naturalistico. Il fiume Conca nasce dal Monte Carpegna, nelle Marche. Attraversa terre che serbano storie antiche e bellezze naturalistiche, fino a gettarsi nel mare, tra Cattolica e Misano Adriatico.
Il borgo di Montefiore, con le sue case, si addossa al castello, conservando la sua fisionomia medioevale. Si raccoglie in un semicerchio chiuso da mura, con le loro antiche torri; e fuori da queste mura un borgo, disteso brevemente a fianco della strada che risale e ridiscende la valle del Conca. Il castello e il paese dovevano la loro fortuna alla posizione dominante e al fatto di trovarsi al centro di un paese fertile, e su una strada importante, quella Flaminia minor grazie alla quale era possibile accorciare sensibilmente il viaggio verso Roma o da Roma. Il castello è malatestiano: dovuto cioè ai Malatesti, una potente famiglia guelfa che ha dominato tutto il territorio riminese e pesarese nel Trecento e nel Quattrocento come vicaria del papa. Vero è, tuttavia, che nel 1322 i Malatesti avevano acquistato dal comune di Rimini e dal papa tutti i diritti su Montefiore, che era perciò un bene privato, esclusivo della famiglia ed anche grazie a questa sua condizione “privata” forse è dovuta la cura con cui i Malatesti hanno sempre abbellito, oltre che rinforzato, il castello, che era una bella e forte costruzione militare, ma anche una specie di reggia secondaria della famiglia, tutt'ora splendida e da ammirare.
Marianna Giannoni