Arte, pittura e scultura

Inaugura PART a Rimini, la città punta su arte e cultura

Ultime News - Sabato 22/02/2020, ore 10:00 - Rimini
Palazzo del Podesta e l'Arengo (Ph.Nadia Fabbri)

Il 14 marzo 2020 i Palazzi dell’Arte di piazza Cavour, ovvero Palazzo Podestà e il Palazzo dell’Arengo, aprono le porte a un nuovo Museo dedicato all’arte moderna e contemporanea: il PART. 

Il progetto vede allo stesso tempo la valorizzazione di un prezioso patrimonio artistico italiano e internazionale e la riqualificazione dal punto di vista storico e architettonico, affidata all’architetto Luca Cipelletti, dei due maestosi palazzi di epoca medievale che ospitano il museo (Palazzo Podestà e Palazzo dell’Arengo, ndr). 
Un intervento che farà di piazza Cavour, già fulcro della vita sociale riminese - grazie ai locali della Vecchia Pescheria e della recente riapertura del Teatro Galli- il cuore pulsante della città.

Cosa metterà in mostra il nuovo sito museale? 
Innanzitutto, troverà una collocazione permanente la preziosa collezione della Fondazione San Patrignano, che nel 2018 ha celebrato il suo quarantenario e che vanta un ricco patrimonio di un’arte contemporanea, frutto prevalentemente di donazioni di artisti e collezionisti dell’attuale panorama italiano e mondiale. 
Fra questi spiccano, solo per citare alcuni nomi, Sandro Chia, Mario Airò, Roberto Coda Zabetta, George Condo, Anne de Carbuccia, Silvio Wolf, Thomas De Falco, Mona Hatoum, Damien Hirst, Vanessa Beecroft, Carsten Höller, Giovanni Iudice, William Kentridge, Claudia Losi, Andreas Slominski, Ettore Spalletti, Xiaongang Zhang e David Tremlett, scultore cornovagliese che per la mostra ha realizzato un’opera con l’aiuto dei ragazzi della comunità San Patrignano.
Fil rouge dell’esposizione permanente è la “narrazione” di temi che stanno a cuore alla Comunità di Coriano, come l’emarginazione, il disagio sociale, l’accoglienza e la rinascita.

Alla collezione si sommano altre prestigiose opere (se ne contano complessivamente una quarantina), fra sculture e dipinti, come “Untitled” della pittrice statunitense minimalista Agnes Martin, tela gentilmente concessa dalla Pace Gallery di New York, “Tra Specchio e tela”, serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio di Michelangelo Pistoletto e ancora “Carlina”, il dipinto su tela di Julian Schnabel. 

Il percorso espositivo
Si parte dal piano terra del Palazzo Arengo, sede della biglietteria, per passare sotto il vano dello scalone e arrivare alla sala al piano terra del Palazzo del Podestà, che ospiterà, assieme alla sala attigua, varie opere d’arte. 
Si sale poi al primo piano del Podestà, dove ci accolgono una sala polivalente e una dedicata alla proiezione di filmati. Il percorso prosegue nella sala dell’Arengo, dove si concentrerà il grosso dell’esposizione.
L’ambiente è suddiviso in due aree: il lato delle polifore, molto luminoso, sarà dedicato alle sculture, mentre il lato verso nord, caratterizzato da una luce più diffusa, sarà adibito alla mostra di tele e opere fotografiche.

Sabato 14 marzo 2020 ci sarà, dunque, una grande festa di inaugurazione dei Palazzi dell’Arte, aperta a tutta la città.

Questa data segna un importante traguardo. PART, infatti, è un nuovo modello di collaborazione fra pubblico e privato che è al tempo stesso un progetto di riqualificazione urbana, di sviluppo artistico, di promozione della socialità e dell’aggregazione nelle piazze e di sviluppo economico di Rimini.

Da metà marzo, dunque, la città avrà un nuovo spazio che, come afferma lo stesso sindaco Andrea Gnassi, andrà a inserirsi nel quadrilatero urbano che comprende il Museo Fellini, Castel Sismondo e Piazza Malatesta, il Teatro Galli e il Ponte di Tiberio. 

E’ da un paio d’anni che l’amministrazione comunale sta dando alla città medievale una identità di luogo della cultura e dell’arte, promuovendo e sostenendo importanti interventi di valorizzazione di un patrimonio che Rimini può vantare a livello internazionale.

La viabilità a piedi e in bicicletta è un altro segno distintivo promosso dalla giunta comunale, di una città che sta cambiando a favore di una maggiore qualità della vita e dei ritmi più slow e a misura d’uomo, tipici delle piccole cittadine.

Viviana Andriani