La stagione del Teatro Galli prosegue con un grande classico della drammaturgia. Da stasera a giovedì (alle 21) va in scena Macbeth, una fra le più note tragedie shakespeariane. Daniele Pecci è il regista e l'interprete di questo nuovo allestimento, annunciato come innovativo e potente. Lo spettacolo è di eterna attualità in quanto affonda nei temi cruciali dell’ambizione e del potere. È un'indagine profonda sui catastrofici effetti della ricerca del potere per il proprio interesse personale. Pecci, alla sua seconda avventura shakespeariana dopo Amleto, affronta il testo con uno sguardo visionario. L'allestimento mantiene fede al testo del Bardo, ma indaga la psiche e l'animo umano del protagonista. Nelle note di regia, Pecci sottolinea che l'opera esplora il punto di non ritorno, dove "ciò che è fatto, non si può disfare". Il "viaggio" in questa che è la più esoterica delle tragedie shakespeariane si svolge all'interno della mente e dell'inconscio. L’indagine sulla natura omicida dell’uomo è resa in scena attraverso desolate lande metafisiche, tramonti surreali di sangue e paesaggi distorti, deformati dal sogno del protagonista.