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La notte dei Cento Catini - “Di fantasie, di fiabe, di miti e di leggende”

Ultime News - Lunedì 22/06/2015, ore 18:49 - Novafeltria

Il signore di Maiolo la notte del 23 Giugno 1700, invita lassù nel suo palazzo i maggiorenti e i paesani per festeggiare con brindisi e balli, le nozze della figlia Armonia.

In tanti salgono al palazzo portando doni.

Le danze si svolgono in un’atmosfera di serena letizia, quando una giovane si fa largo tra i presenti e porta in dono alla futura sposa una veste, che all’insaputa di tutti è ammorbata da ogni vizio, e l’aiuta a indossarla.

La festa danzante fin qui svoltasi in contenuta allegria, dopo la vestizione degenera: tutti i presenti vengono colti da un’inquieta ferebesia che li sollecita a comportamenti dissoluti, fino a spogliarsi delle vesti e rimanere ignudi per gettarsi fino all’alba in uno sfrenato ballo Angelico, aprendo la fantasia a demoni e strghe nella giostra di un folle trescone.

La punizione divina non si fa attendere.

Sulla cima del castelllo si rannuvola un temporale da tregenda. La bocca del cielo si apre rovescendando su tutto grimaldelli d’acqua, di tuoni, di lampi e di saette, finchè fra i vapori di fumo e barbagli di fuoco, tutto il pese frana e sprofonda per sempre nelle viscere della terra.

Solo due torri smozzicate restano ritte lassù sulla Rocca, come si può ancora oggi vedere, testimonianza di tale scempio nel Montefeltro.