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Riccione TTV Festival 2008. I vincitori della 10ma edizione

Riccione
Sabato, 14/06/2008 17:13
Inviato da redazione
E’ Daniele Ciprì con il video “Era una volta” a vincere la 10^ edizione del Concorso Italia promosso in seno al festival Riccione TTV, domani alle ore 12 al Palazzo del Turismo la premiazione e la proiezione.

La giuria, composta da Giuseppe Baresi, Elfi Reiter, Serge Rangoni e Gitta Wigro, ha segnalato due lavori, quello di Gianluca Bonomo “Susan and Susan” e quello di Fabio Cirifino “Racconta – parte III de “Il migliore dei mondi possibili”. Nella sezione Nuovi Talenti si sono distinti Muna Mussi con “Più che piccola, media” e Alessandro Carboni e Simone Lecca con “Knot”.


DANIELE CIPRI’
Il lavoro di Daniele Ciprì, ‘Era una volta’, sposta su un piano di lirica visiva i confini del documentario. In trenta minuti Ciprì riesce a dare conto di uno spettacolo del maestro di Pupi Mimmo Cuticchio, riscrivendone la temperatura secondo l’angolazione del video, ma soprattutto costruendogli attorno una tessitura a frammenti fatta di ricordi di rappresentazioni passate, lacerti di prove, spezzoni da laboratori con ragazzi, “fantastiche visioni” di paesaggi e paesi della Sicilia. Molto più che uno spettacolo e molto meno di esso, dunque, assecondando una ricerca sull’immagine che cela sempre l’incanto sul suo rovescio.
Regista, sceneggiatore e direttore della fotografia italiano. In coppia con F. Maresco, realizza a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 la serie Cinico Tv, programmata sulla terza rete Rai. Sono brevi film trancianti, che fanno deflagrare l’immagine di un’umanità deforme e fiaccata, brancolante in un paesaggio di relitti sbrecciati, plaghe desolate, cieli abbaglianti, silenzi e solitudine. Ne emerge un quadro di cruda pietà che si allarga ben oltre le periferie palermitane in cui vengono realizzate le riprese e che si fa metafora di una deriva antropologica nascosta dietro le quinte della società postmoderna. Sulla medesima cifra grottesco-surreale, venata di riferimenti all’avanguardia storica, C. realizza, sempre a quattro mani con Maresco, ma curando in particolare la fotografia, il lungometraggio Lo zio di Brooklin (1995) e in seguito Totò che visse due volte (1998), che suscita scalpore, reazioni oscurantiste e pruriti censori. Successivamente dirige sempre in coppia con Maresco, il ritorno di Cagliosto, nel 2003, e nel 2004 Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio. Come direttore della fotografia lavora anche a due film di R. Torre, Tano da morire (1997) e Sud Side Story (2000).


GIANLUCA BONOMO
Il video mette in scena la storia del particolare rapporto che lega una giovane ragazza ad una lumaca. Un viaggio in un mondo onirico ed altamente estetico, realizzato da primissimi piani, luci soffuse e incontri ravvicinati. Il film, come scrive il regista – non vuole ricreare la storia di un legame, – basato in parte su di una storia vera – ma piuttosto le visioni e gli stati emotivi che la relazione fra questi due esseri suscita.
Regista video, classe 1973, vive e lavora a Londra. Dal 1998 ha realizzato circa 20 corti e video dedicati in particolare al mondo della danza e del teatro, ottenendo diversi riconoscimenti a livello internazionale tra cui il festival greco “VideoDance”, i festival inglesi "Dance on Screen" e “Final cut” e l’italiano "TTV". I suoi video sono stati presentati in numerosi festival di settore, in Brasile, Cile, Regno Unito, Italia e Grecia.
Di grande rigore formale, di forte impatto emozionale, il lavoro di Gianluca Bonomo si contraddistingue per originalità e raffinatezza.

FABIO CIRIFINO
Nel presentare la forma video di Racconta, spettacolo della compagnia Aldes, Studio Azzurro sceglie la via della documentazione e lo fa ponendosi quasi in sottrazione rispetto alla propria poetica artistica, per mettere in risalto non semplicemente la modalità fruitiva dell'evento scenico ma anche la sua peculiare natura. La riproposizione di sguardi parziali, da elettrodomestico, enfatizza i dettagli e le pose grottesche dei corpi, mentre la sintassi di piani ravvicinati e circonduzioni li imprigiona in una quotidianità insieme iperrealista e fictional da mondo Ikea, in linea con l'atmosfera e gli effetti di senso che sottostanno all'opera teatrale.
Fabio Cirifino, insieme a Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi, ha fondato Studio Azzurro nel 1982 a Milano. Studio Azzurro è unanimemente considerato uno dei laboratori di videoarte e di sperimentazione visiva più importanti al mondo.

MUNA MUSSI
Il lavoro di Muna Mussie trova il suo essere in una forma di costante ricerca e approfondimento autobiografico che porta l’artista a ricostruire e a tradurre in scena la propria personale memoria, segnata da una doppia identità culturale. In Più che piccola, media, si sovrappone la narrazione di un racconto biografico intimo con azioni simboliche di altri performer – fra cui Sonia Brunelli - che ricreano immagini legate alla quotidianità passata e presente dell’artista. Il video, che ripercorre tutto lo spettacolo, restituisce egregiamente l’atmosfera dello spettacolo e il puntuale lavoro dell’artista su se stessa.

ALESSANDRO CARBONI E SIMONE LECCA
Ispirato al film di Samuel Beckett Quad, Knot è una ricerca sul concetto di zero come “non numero”. Quattro danzatori, interpretati sempre dallo stesso Carboni, si muovono simultaneamente su uno sfondo nero, delimitato da quadrati bianchi, ripresi dall’alto, senza incontrasi mai. Un’indagine sul ritmo e sulla duplicazione del corpo, che diventa smaterializzazione del sé nel momento in cui è assoggettato ad un preciso movimento ritmico.

Sabato, 14/06/2008 17:13


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