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Ancora pochi giorni per vedere Campanelli al grattacielo

Rimini
Mercoledì, 23/04/2008 21:51
Inviato da redazione
Ultimi giorni di replica per Campanelli, lo spettacolo evento che va in scena all’interno del Grattacielo di Rimini dal 18 scorso fino a giovedì 24.

Uno spettacolo che è una vera e propria macchina teatrale, messa a punto da Maurizio Schimidt (direttore della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi), che con un matematico sincronismo sposta gli spettatori all’interno del palazzo, passando da uno all’altro dei 100 piani della struttura, in un’insolita visita guidata dell’abitare moderno, che funge da unione tra le vicende delle 5 pièce che accadono all’interno di altrettanti appartamenti del grattacielo.

Una sfida teatrale che ha coinvolto anche 5 giovani registi riminesi che hanno curato la messa in scena delle singole storie che compongono la struttura di Campanelli, un unico spettacolo che si compone nell’accadere simultaneo di 5 vicende.

“E’ stata una bella sfida – commenta Mirco Gennari regista di Rumore – lavorare con questo spazio in cui lo spettatore entra nel vero senso del termine nello spazio di vita del personaggio, il difficile è stato proprio creare il rapporto che tra il personaggio e le spettatore in un luogo dove si consuma la quotidianità”
“Per me – continua Chiara Cicognani regista di Abuso – il testo con cui mi sono confrontata non poteva essere rappresentato in altro luogo, in un teatro non sarebbe stata la stessa cosa”.
“Sembra di essere in un appartamento – continua Davide Schinaia regista di Interno 11- in realtà ci troviamo in un teatro con il vestito da grattacielo. Uno spazio pieno di stimoli cha arrivano dalla memoria stessa di questo luogo. Lo spettacolo lo definirei un delirio organizzato, dove gli attori però si divertono proprio per questo modo diverso di vivere lo spazio scenico e il rapporto tra i personaggi”.
Gianluca Reggiani regista di Azzurro Polvere “Questo è un luogo teatrale ma è anche luogo di vita reale, è la difficoltà è stata proprio nel gestire questo rapporto. Il pubblico è dentro la scena, una scena di vita reale che quindi non rispetta le dinamiche e tempi del teatro ma deve andare avanti a prescindere dalle reazioni del pubblico, che però necessariamente la influenzano”.
“Il lavoro grosso – conclude Loris Pellegrini regista di DiLà – è stato quello di armonizzare DiLà con le altre pièce, per ricreare veramente per lo spettatore il senso di azioni che stanno accadendo nello stesso tempo, e quindi inserire nel momento giusto i richiami sonori piuttosto che le citazioni che riconducono alle vicende che gli spettatori hanno già vissuto o andranno a vedere”.

Molte altre curiosità e retroscena di Campanelli possono essere viste ed ascoltate sul sito www.compagniadelserraglio.com, dove si trovano alcuni firmati che raccontano la storia di questo spettacolo

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