Un'amicizia riminese
Rimini
Venerdì, 18/04/2008 10:15
Una mostra nel boulevard della città riminese per cogliere le peculiarità del Borgo Sant’Andrea, per rianimarne il cuore con breve apparizione, per suscitare sensazioni nuove e imprimere il timbro di quella poetica consona a quei due artisti riminesi Ivo Gigli e Giorgio Grossi che amano attraverso il valore dell’amicizia creare un sodalizio per immagini.
Immagini che i due poeti della materia evidenziano con peculiarità differenti.
La sintesi che Ivo Gigli opera attraverso il suo stile si caratterizza mediante le opere a tempera su carta per sancire attraverso i temi metafisici la consonanza con la dimensione fedele alla propria coscienza poetica. Il Linguaggio espressivo cala su colori freddi densi erosi, la rete evocativa che fu propria anche di Giorgio Morandi, ma il suo specolo analitico vibra di intensità mixata su pose che relittano oggetti all’apparenza amorfi, che invece intridono l’intimo di una visione amplificata metamorfica dell’oggetto ambito rappresentativo del simbolo, come avviene nei segnali emessi da quel macigno greve che solitamente eguaglia il soggetto magrittiano.
Attraverso il cordone ombelicale proteso al passato Gigli, proietta le proprie lenti al futuro trascendendo il realismo, anzi dalle tonalità fumose e inchiostrate il disegno acquoso passa a darci
l’immagine di quei totem, come fossero conchiglie abbandonate sulla spiaggia, fossili che rappresentano la forza di un tempo perduto, remoto… ma, anche anticipato!..
Giorgio Grossi lascia alle opere di intarsio in legno poeticamente elaborate l’espressione effigiata che suscita visioni tecnicamente descritte nell’ornato composito, ove la prevalenza del colore e dei materiali crea le intersezioni e le strade compositive come fossero i codici di una musica sinfonica di cui rispettare le regole e la matrice realista. Il paesaggio naturalistico a volte appare
come visione d’insieme per sbrogliare la matassa materica e mettere insieme quel puzzle armonico che lampeggia come pista di ghiaccio su cui la lividezza del legno sincretico ruvido e muschiato avvolge il paesaggio stenografico minerale.
Grossi, nella palese militanza artistica accende con mano inasprita le caverne dell’essere come fossero vene pulsanti sangue pigmentale, giocando sulla tavolozza, onde indurre una sensazione tattile e carnale. La materia s’accorpa come una tessitura in cui antiche meditazioni spirituali vengono alla luce e si appropriano di quella trama e di quell’ordito ravvisato nell’indiscusso impeto istintivo atto a garantire la fruttuosa opera, brillando nel legno come pepite che incarnano nella semplificazione e nella chiarezza dei contenuti una natura cartesiana, dettata dall’impulso a creare con tranquillità, sprigionando i passi silenti dei logaritmi su legno in un antica leggenda che evoca i Giganti della montagna, o la terra lillipuziana e volge nelle forme iconiche un equilibrio motorio ed espressivo che crea un legame, un comma, una dimensione osmotica per accomunare un fiammingo senso religioso e assorbire un dramma alla Rouault, intriso nello stato d’animo rude a tratti persino ascetico, con i linguaggi di una realtà sensoriale.
Milena Massani
Ivo Gigli e Giorgio Grossi
Mostra di pittura e intarsio
Dal 19 Aprile al 3 Maggio 2008
Piazza Mazzini n.25
Borgo Sant’Andrea Rimini
Venerdì, 18/04/2008 10:15