STAGIONE TEATRALE 2007-2008 CATTOLICA TEATRO DELLA REGINA
Sabato 9 e domenica 10 febbraio 2008
Hurlyburly e Alien Produzioni
IL DUBBIO di John Patrick Shanley
(Premio Pulitzer 2005)
traduzione Flavia Tolnay
adattamento Margaret Mazzantini
con
STEFANO ACCORSI (Padre Flynn)
LUCILLA MORLACCHI (Suor Aloysia)
NADIA KIBOUT (Signora Muller)
ALICE BACHI (Suor James)
scene Antonella Conte
costumi Isabella Rizza
disegno luci Raffaele Perin (A.I.L.D.)
regia Sergio Castellitto
Dopo 12 anni Stefano Accorsi torna in teatro, diretto da Sergio Castellitto. L'attore bolognese è il protagonista de Il dubbio, testo di John Patrick Shanley vincitore del Premio Pulitzer 2005, incentrato sulla vicenda di un sacerdote sospettato di pedofilia, in servizio in una scuola parrocchiale del Bronx nel 1964, un anno dopo la morte di J.F.Kennedy. Una vicenda che si sviluppa lasciando lo spettatore in bilico tra la presunzione d'innocenza e il 'dubbio' di colpevolezza.
"Da tempo volevo tornare a teatro - ha detto Accorsi-. L'ultima volta sul palcoscenico e' stato in Naia nel 1996. Ho deciso di tornare in teatro quando sono andato a vedere la versione francese de Il dubbio diretta da Roman Polanski. Il testo mi ha coinvolto immediatamente. Semplice ma raffinato e potente, una drammaturgia basata sulle parole e sui sentimenti che ha la forza di farci dubitare delle nostre certezze e che ci lascia con molte piu' domande di quando siamo entrati in sala".
Al fianco di Accorsi, nel ruolo della direttrice dell'istituto, la suora che sospetta che il prete abbia abusato di un ragazzino di colore, Lucilla Morlacchi. Con loro Nadia Kibout, che interpreta la madre del bambino che potrebbe aver subito attenzioni particolari dal sacerdote e Alice Bachi in quelli di una giovane suora. .
1964, parrocchia nel Bronx. Padre Flynn, prete cattolico, tiene un sermone domenicale ai fedeli. E' giovane, appassionato, finalmente sembra qualcuno vicino alle anime dei parrocchiani, li capisce, è parte della grande famiglia. Ma tanta "modernità" si scontrerà con forza con la Direttrice della Scuola Parrocchiale, Suor Aloysia, la quale sospetta il prete di aver abusato sessualmente di un allievo, l'unico ragazzino di colore. Lo accuserà e ne chiederà l'allontanamento. Testimone involontaria sarà la giovane insegnante Suor James, che ha colto il ragazzino Muller all'uscita di un incontro con il prete, con l'alito che sa di alcool. Suor James svolge il suo lavoro con gli allievi con abnegazione e passione, qualità non condivisa dalla Direttrice, che la invita ad essere più attenta alla sua salute morale dei suoi allievi.Il conflitto-scontro fra questi personaggi-titani porterà lo spettatore a sperimentare "il dubbio", a credere ora all'innocenza, ora alla colpevolezza del prete, difeso addirittura dalla madre del ragazzo. Conflitto, ipocrisia, colpi bassi, un testo costruito con appassionata suspence, quasi fosse un'inchiesta.
DUBBI IN BIANCO E NERO
“John Patrick Shanley comincia a scrivere Il dubbio nel 2002 (pubblicato nel 2004), un anno dopo la tragedia delle Torri Gemelle e ambienta la storia in una scuola parrocchiale del Bronx nel 1964, un anno dopo la morte di J.F.Kennedy (22 novembre 1963).
Il nesso drammaturgico e psicologico dell’autore e del cittadino Shanley mi sembra interessante. E’ un'America, (leggi umanità) che ha perduto padri e certezze. Un popolo, una comunità che cammina sul bordo di una paurosa assenza. E’ questo il senso più profondo di questo testo lucidissimo eppure denso di pietà, costruito su una drammaturgia classica eppure attualissima grazie al “pretesto” della storia: una vecchia religiosa sospetta un giovane prete, che insegna nella scuola dove lei è direttrice, di aver molestato l’unico ragazzino di colore (leggi “negro”) dell’istituto. Pedofilia, fede, verità, dubbio, purezza, paura, resurrezione. Queste sono le parole, questi sono i temi che compongono la straordinaria suspence emotiva del testo. Un testo dove non ci sono suore e preti ma uomini che fanno i preti e donne che fanno le suore. Dietro l’abito bianco e nero che è insieme scudo e gabbia, si agitano esseri umani che cercano una via di uscita dalla trappola dei loro desideri e dei loro sospetti. Ogni scena, ogni dialogo è un autentico combattimento. Le armi sono l’intelligenza, la capacità -poco cristiana per altro- di manipolare l’avversario, di “stenderlo” o usarlo al servizio del proprio teorema. Vittime e carnefici in questa storia si scambiano i ruoli continuamente, perché le parole, le accuse, sono di ferro incandescente e lasciano segni sulla psiche di quel prete, di quelle suore. Eppure, come dicevo, la pietà, le improvvise dolcezze dello spirito, il desiderio, (autentico come la menzogna), di verità, di sentirsi accanto a Dio... oltre il muro, incarnato in una rosa o magari in un pallone da basket c’è Dio, quel dito puntato come un giudizio e quelle formiche nere là sotto che brulicano, sperano, lavorano per la salvezza. “Che cosa facciamo quando non ci sentiamo sicuri?” questa è la prima battuta che Padre Flynn, il giovane prete protagonista dice ai fedeli durante il sermone della domenica. Sì, che cosa facciamo quando tutto vacilla, quando la strada è perduta, l’illusione demolita? Che cosa facciamo, non l’11, ma il 12 settembre…”
SERGIO CASTELLITTO
Biglietti: Platea, Palchi 1° e 2° ordine intero € 20,00 ridotto € 18,00 /// Galleria intero € 18,00 ridotto € 16,00 /// Palchi 3° ordine unico € 16,00
INFO E PRENOTAZIONI
TEATRO DELLA REGINA Piazza della Repubblica - 47841 Cattolica (RN) - Tel. 0541/833528 – 968214; PRENOTAZIONI TELEFONICHE dalle 17.30 alle 19.30 dal secondo giorno di prevendita.
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