Il Direttivo sportivo del Cattolica calcio non ci sta e condanna attraverso la voce di due dei suoi dirigenti quanto accaduto ieri pomeriggio durante la partita contro il Faenza al Calbi.
L’atteggiamento violento di alcuni tifosi della curva che hanno costretto l’arbitro, all’80 minuto, ad interrompere il match con il rischio di sospensione della partita, ha infatti spinto il direttivo, che già nelle scorse settimane aveva preso importanti provvedimenti nei confronti dei propri giocatori juniores, a prendere posizione anche verso la tifoseria violenta.
“Ci dissociamo completamente da quello che hanno fatto gli ultras – afferma Andrea Mancini - Per questo motivo ci vediamo costretti a chiudere la curva, molto probabilmente per tutto il resto del campionato e siamo pronti a collaborare con i Carabinieri per trovare una soluzione a queste incresciose situazioni. Noi vogliamo essere una società da prendere a esempio, per questo ci comportiamo in maniera dura, con la speranza che non accada più nulla del genere”.
“Questa contestazione, organizzata dagli ultras, non ha niente a che vedere con la società o i giocatori, bensì con quanto accaduto ad Arezzo la settimana scorsa – aggiunge Oreste Pelliccioni, direttore sportivo dell’A.C. Cattolica calcio - A questo proposito tengo a sottolineare che il calcio non ha niente a che vedere con quella tragedia e che se si vuole parlare di quel povero ragazzo, verso cui va tutta la nostra solidarietà, è necessario non farlo attraverso l’uso della violenza, perché sarebbe come agire contro i suoi stessi principi.
La nuova società non tollera questi atti e li condanna con fermezza. Alla fine a rimetterci è stato solo il Cattolica che ha dovuto subire un rigore inesistente”.