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Ultimati i lavori nei reparti ostetricia e ginecologia

Provincia di Rimini
Venerdì, 09/11/2007 16:48
Inviato da redazione
I nuovi locali dell’Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia, avente forma planimetrica a “T”, sono collocati al 2° piano dell’ospedale “Infermi” di Rimini, in parte nell’ala ovest del corpo Monoblocco (tra la scala B e la scala Ovest) ed in parte nel settore sud del corpo Nord (tra la scala C e la scala D) e sono complanari ed adiacenti al nuovo “blocco parto”, collocato al piano secondo del “corpo nord”, e completamente ristrutturato nel 2001.

La ristrutturazione del reparto fa parte di una più ampia serie di interventi che costituiscono il programma di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale di Rimini, attivato per parti fin dal 1989. Nello specifico i lavori per il corpo monoblocco sono iniziati il il primo novembre 2005 e finiti il 31 ottobre 2006 e per il corpo nord sono iniziati il 16 marzo 2007 e finiti l’11 settembre 2007.

L’intervento è finalizzato al miglioramento delle qualità alberghiere (dotazione di servizi igienici autonomi e riduzione del numero di posti letto per ciascuna camera di degenza), all’adeguamento impiantistico per un miglioramento delle qualità ambientali e per il rispetto delle normative, al rinnovamento delle finiture e all’adeguamento della struttura ai requisiti di prevenzione incendi, abbattimento delle barriere architettoniche, miglioramento del comportamento strutturale dell’edificio.

In particolare, in relazione alla specificità del reparto, sono stati previsti spazi più ampi nelle camere di ostetricia nei quali possano trovare posto, oltre ai letti delle degenti, le culle per i neonati e, in parte delle camere, i fasciatoi e la doccia nei bagni. Inoltre è stato previsto un maggior numero di camere ad un letto. Nel complesso il reparto occupa una superficie di circa 1.600 mq. e contiene 47 posti letto, così suddivisi:
- n° 5 camere ad 1 posto letto
- n° 15 camere a 2 posti letto
- n° 4 camere a 3 posti letto
Nel corpo Nord trovano posto la nursery e il pronto soccorso ostetrico.

Per quanto riguarda la scelta dei materiali di finitura, il criterio di fondo è stato quello di integrare i fattori tecnici e funzionali agli aspetti percettivi, estetici e culturali, per la creazione di ambienti confortevoli e ricchi di stimoli sensoriali.

Sono state utilizzate gamme cromatiche calde e morbide con criteri di coordinamento tra i colori delle pavimentazioni e quello delle partizioni verticali, al fine di costituire ambienti avvolgenti e policromatici.

In particolare i pavimenti sono in piastrelle di gres ceramico posate a disegno in tre colori diversi, le porte sono rivestite in laminato a imitazione di essenze di legno naturale. I controsoffitti sono in pannelli di gesso alleggerito con fascia perimetrale di conpensazione in cartongesso. Le fasce paracolpi in materiale polimerico sono abbinate a corrimani continui lungo tutti i corridoi.

L’intervento ha portato anche al completo rifacimento degli impianti meccanici ed elettrici.
Il riscaldamento è tramite impianto di base a radiatori, integrato da un impianto di termoventilazione. Il medesimo impianto di ventilazione garantirà il raffrescamento estivo. Tutte le stanze e gli ambulatori sono dotate di impianto gas medicali.

Per quanto riguarda gli impianti elettrici e speciali, nel reparto, oltre all’impianto di illuminazione e di sicurezza, sono previsti gli impianti telefonico e dati, Tv, di chiamata infermieri, di rilevazione incendi, di diffusione sonora, nonché canalizzazioni di predisposizione per eventuali impianti di monitoraggio.

L’investimento complessivo per la ristrutturazione dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia è di circa 2.150.000 euro. L’intervento del corpo monoblocco finanziato interamente con fondi regionali pari a due milioni di euro e l’intervento del corpo nord finanziato con fondi aziendali pari a 150mila euro.


L’ATTIVITA’ SANITARIA

Nel corso del 2006 all’Ospedale Infermi di sono nati 2.691 bambini. I parti sono stati 2.655, con 34 parti gemellari di cui due trigemini. Nei mesi di luglio (263), ottobre (260) e settembre (256) si è verificato il maggior numero di parti, mentre il dato più basso è relativo al mese di aprile (174).

I parti con taglio cesareo sono stati 784, pari al 29,5 per cento, con un calo rispetto al 2005, quando furono il 34,5 per cento. Questo nonostante l’Ausl di Rimini sia, in Romagna, centro di terzo livello, e quindi abilitata ad assistere il parto di donne gravide per qualsiasi epoca di gestazione e per qualsiasi tipo e grado di patologia. I parti ad alto rischio incidono sulla percentuale dei cesarei nella misura del 4-6 per cento.

Rispetto al 2005 vi è stato un lievissimo calo di parti in valore assoluto: sono stati 29 in meno rispetto ai 2.684 del 2005. Questo dato accompagna un calo di nascite a livello provinciale. Nei primi dieci mesi del 2007 (dati aggiornati al 30 ottobre) si sono verificati 2.309 parti: facendo una proiezione sull’intero anno il livello di parti prevedibile si attesta sulle 2.800 circa, superando il livello del 2005. I cesarei restano sul livello del 2006 (come da obiettivo regionale). Già 28 i parti gemellari nei primi 10 mesi del 2007.

Il punto nascita dell’Infermi è uno degli 8, sui 33 regionali, dove nascono il 54,5 per cento dei neonati. Nel corso del 2006 il nostro reparto ha ricoverato 3.235 pazienti rispetto alle 3.005 del 2005, con un incremento del 7,65 per cento. Di queste 2.514 sono residenti nella provincia. Le pazienti riminesi che nel 2006 si sono invece rivolte ad altre strutture sono state 495 con un calo del 3,4 per cento rispetto al dato 2005 (515). Durante il 2006 si è verificato, invece, un aumento dell’import. Infatti 872 pazienti che vivono fuori della provincia di Rimini sono state ricoverate all’Infermi, con un aumento percentuale del 4,55 per cento rispetto alle 834 pazienti esterne del 2005.

Il monitoraggio delle condizioni del feto in travaglio è svolto mediante cardiotocografia continua o intermittente da parte del personale ostetrico. E’ permessa, valutate le situazioni, la presenza di persona gradita dalla gestante in travaglio o in sala parto. Alla nascita è presente il neonatologo nei casi di gravidanza a rischio materno e-o fetale. Le neomamme sono tenute in osservazione per le prime due ore del post-partum, come da prassi ostetrica, e poi trasferite in reparto degenza, dove sono controllate per i problemi legati al puerperio e alla promozione dell'allattamento al seno. La degenza media è di due giorni per il parto vaginale tre per il parto cesareo, compatibilmente con la dimissione del neonato.

Per l’area ginecologica sono state introdotte, nel corso del 2006, nuove tecniche chirurgiche oncologiche con miglioramento della diagnosi-stadiazione-terapia e prognosi. Il campo uroginecologico è stato ulteriormente implementato per migliorare dell’outcome a distanza, il decorso post-operatorio e ridurre i tempi di degenza. E’ stato inoltre realizzato un percorso preoperatorio con l’introduzione per cinque giorni a settimana di un ambulatorio pre-postchirurgico, che farà da base alla prossima attuazione del day hospital ginecologico permettendo di diminuire la degenza.




L’INAUGURAZIONE

Nel corso dell’inaugurazione, dopo l’introduzione tecnica del direttore medico dell’ospedale Paolo Masperi, il direttore generale dell’A.Usl Marcello Tonini ha sottolineato che “naturalmente le strutture sono fondamentali, ma nei nostri investimenti ha sempre avuto molto importanza anche l’attenzione ai professionisti, agli operatori. Mettendo in campo un grande talento, il talento dell’affidabilità”. E in questo senso un sentito elogio del direttore è stato indirizzato al direttore dell’Unità Operativa, Antonio Cerreoni.

Il quale ha preso la parola subito dopo per commentare i dati d’attività dell’U.O.. Cerreoni ha a sua volta esordito spiegando che “sono felice di avere la possibilità di lavorare in un reparto all’avanguardia, anche dal punto di vista dell’ospitalità alberghiera alle pazienti. Questo contribuisce anche alla umanizzazione del parto”. E su questo ambito specifico il primario ha aggiunto che “stiamo lavorando sul parto in analgesia e sul numero dei cesarei, per diminuirli ulteriormente. Il tutto grazie alla forte collaborazione e integrazione professionale, anche coi colleghi dell’intero dipartimento materno infantile”.

Il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli ha voluto sottolineare l’importanza anche del lavoro ginecologico dell’Unità Operativa, anche perché “attualmente il 12 per cento delle pazienti sono cittadine immigrate, extra Ue, con esigenze particolari e che spesso presentano patologie che qui da noi non vedevamo più”.

A rappresentare la Regione Emilia Romagna era presente il consigliere regionale Roberto Piva (presidente della commissione Politiche per la salute dell’Assemblea legislativa regionale), il quale ha rimarcato “la grande attenzione che, sempre di più, da Bologna viene dedicata alla sanità riminese”. Piva ha sottolineato che “questo nostro punto nascita è il quarto in regione quanto a numero di parti, e viste le dimensioni della provincia questo dato diventa ancor più significativo”, ha apprezzato il fatto che i cesarei “siano grosso modo in linea col dato regionale” ed ha auspicato, sul tema del parto in analgesia, che “si proceda sempre più celermente in questa direzione. L’obiettivo regionale è di dare la possibilità di averlo al 25 per cento delle puerpere, entro i prossimi tre anni”.

Al termine delle relazioni si è svolta la visita ai locali appena ristrutturati, che sono stati benedetti dal vicario del Vescovo, Monsignor Aldo Amati (che ha citato il passo evangelico dell’incontro tra la Vergine Maria, incinta, e la cugina, Santa Elisabetta, che a sua volta era in attesa di San Giovanni Battista), ha donato un crocifisso e benedetto i locali. Quindi il tradizionale taglio del nastro.

All’inaugurazione era presente, tra l’altro, la commissione Pari Opportunità della Provincia, al completo, con la presidente Leonina Grossi.

Venerdì, 09/11/2007 16:48


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