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I grandi maestri della Romagna

I Pomodoro e Morciano

Morciano di Romagna
Venerdì, 09/03/2007 20:01
Inviato da redazione
ARNALDO POMODORO è nato a Morciano di Romagna il 23 giugno 1926 da Antonio Pomodoro di Orciano di Pesaro e da Beatrice Luzzi, morcianese.
Nel 1954 è a Milano, ha modo di frequentare Giò Ponti, Fontana, Munari e tutto l’ambiente dell’avanguardia.
Con il fratello Giò inizia un intenso lavoro di oreficeria. Realizza i primi gioielli ricavati dall’osso di seppia che esporrà in alcune edizioni della Triennale milanese.
Nel 1956 Arnaldo e Giò ricevono l’invito di esporre le loro opere alla Biennale di Venezia. E’ la consacrazione.
Nel 1963 Arnaldo vince in Brasile il premio nazionale per la scultura alla Biennale di S. Paolo e, l’anno dopo, quello della Biennale di Venezia.
Da quel momento la vita artistica di Arnaldo è in rapida ascesa e le sue sculture diventano famose in tutto il mondo.
Le sculture di Pomodoro sono presenti nelle più prestigiose collezioni d’arte, sia pubbliche che private; sfere e colonne ornano diversi luoghi pubblici nel mondo: dal piazzale delle Nazioni Unite a New York alla piazza di Copenaghen, a quella davanti all’Università di Dublino, al Cortile della Pigna nei Musei Vaticani, fino all’enorme Triade nel parco della Pepsi Cola, non lontano da New York, e al grande Disco collocato in Russia di fronte al Museo d’Arte Contemporanea di Mosca.

Il “grande ritorno” di Arnaldo Pomodoro a Morciano è del 1982, in occasione del centenario della nascita di Boccioni, quando l’Amministrazione Comunale gli commissiona una scultura in omaggio allo scomparso “futurista”. L’opera verrà realizzata con il contributo economico determinante della Banca Popolare Valconca che all’epoca pagò il costo della fusione.
Pomodoro accettando l’incarico scrive all’Amministrazione Comunale: “…tale opera va considerata come una donazione al mio paese natale, insieme onorando Boccioni che è il mio maestro ideale (e che ha origine familiare dello stesso luogo.”
Nasce così “Colpo d’ala a Boccioni” che sarà esposta per la prima volta a Forte Belvedere di Firenze nel 1984 in una grande mostra antologica dell’artista e poi definitivamente collocata a Morciano di Romagna.

E’ necessario arrivare al 2007 per poter avere a Morciano un’altra importante scultura del maestro.
La Banca Popolare Valconca acquista il prezioso “Murale in movimento”, un’opera che risale ai primi anni 80.
Si tratta di una lunga “trave” in bronzo (alta venti centimetri e lunga quattro metri) che rappresenta un compendio delle tematiche di Arnaldo Pomodoro espresse, questa volta, in una lunga narrazione orizzontale di grande forza emotiva. L’occhio scorre lungo il percorso di questa lunga trave scintillante e intravede ruote, ingranaggi, ferite, sfere, squarci. E’ come se la levigata e brillante superficie fosse modulata, rotta e sezionata dall’eterna sete di comprensione dell’umana avventura. Uno sguardo sulla nostra storia personale e collettiva; una metafora della complessità della vita e del suo mistero. Una parabola orizzontale che, però, scaglia continuamente frecce verso la terra e verso il cielo.

Venerdì, 09/03/2007 20:01


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