Al Pazzini, dove il pubblico diventa attore
Verucchio
Giovedì, 01/02/2007 15:15
Venerdì 16 febbraio presso il Teatro “E. Pazzini” di Verucchio partirà con il Teatro delle Albe il primo appuntamento del progetto Skenè, un nuovo progetto, ideato dall’Associazione Culturale Teatro dell’Asino di Verucchio, che nasce dal desiderio di continuare a visitare il teatro contemporaneo, dal bisogno di non interrompere una frequentazione iniziata fin dall’apertura del Teatro Pazzini, nel 2002, con la rassegna Visioni di teatro contemporaneo; un progetto che vuole essere occasione d’incontro tra attori, pubblico, semplici amanti del teatro e cittadini del territorio.
L’Associazione Culturale Teatro dell’Asino si costituisce nel 2003 e dal 2004 collabora con l’amministrazione comunale per la realizzazione di un progetto di sensibilizzazione e di recupero della memoria storica, iniziato con la messa in scena dello spettacolo Settembre, sviluppatosi con Resiste, Tana libera tutti e uno spettacolo che sarà realizzato in occasione della Festa della Repubblica, il 2 giugno 2007.
I suoi membri sono: il presidente Marco Moretti, Matteo Semprini, Stefania Celli, Matteo Maltauro, Marco Magnani, Camillo Celli, Mirka Villani.
Skenè si articola in quattro appuntamenti con quattro diverse compagnie teatrali ognuna delle quali propone uno spettacolo preceduto o seguito da un laboratorio o da un incontro.
Questo per far sì che il Teatro Pazzini si animi, offrendo ai giovani la possibilità di confrontarsi con gli artisti, per vederne da vicino i metodi di lavoro e per carpirne i segreti.
Di qui la scelta del nome del progetto: skené, infatti, era, in origine, la tenda dietro la quale gli attori potevano cambiarsi o attendere di entrare in scena; separava il prima e il dopo, e rimane ad indicare il luogo della trasformazione, del passaggio dalla realtà alla finzione, dal vero al verosimile, dall’umano all’universale.
In questo senso si articola la struttura del progetto: prima l’allenamento, la preparazione, lo studio, rappresentati dai laboratori, poi lo spettacolo, la messa in scena, la condivisione con il pubblico.
Ad aprire il progetto sarà il Teatro delle Albe, il 16 e 17 febbraio, con un laboratorio di due giornate condotto da Roberto Magnani e Alessandro Renda, provenienti dalla non-scuola ravennate e dallo spettacolo simbolo della compagnia, I Polacchi.
Il laboratorio sarà incentrato sulla costruzione di due maschere archetipiche della poetica del Teatro delle Albe: l’Asino e il Pedante.
A seguire, sabato 17 febbraio alle ore 21,15 andrà in scena La Canzone degli F.P. e degli I.M. lettura pubblica, testo di Elsa Morante.
Dal 16 al 18 marzo Teatropersona, di Civitavecchia, con il seminario pratico sul lavoro dell’attore, nei giorni 16 e 17, che reca il suggestivo titolo de Il Fingitore e si sviluppa inseguendo i versi di Pessoa: “Il poeta è un fingitore. / Finge così completamente / Che arriva a fingere che è dolore /Il dolore che davvero sente.” Un laboratorio teatrale che permetterà di comprendere le dinamiche che hanno mosso gli attori del gruppo nella realizzazione dello spettacolo Beckett Box, che andrà in scena domenica 18 alle ore 16; lavoro vincitore del progetto internazionale Beckett&Puppet 2005/2006.
Sarà poi la volta del Teatro dell’Asino, il 31 marzo e il 1 aprile, con Tana Libera Tutti, uno spettacolo che nasce dal viaggio che la compagnia ha intrapreso in Polonia, nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau; una riflessione sull’assurdità di quella realtà, un monito per non dimenticare, come diceva Primo Levi, “che questo è stato”.
Due giorni in cui sarà possibile visitare l’allestimento di una mostra, costituita di un reportage fotografico da Auschwitz e Birkenau, e dalla proiezione del video Durch den Kamin.
Infine, l’ultimo appuntamento di skené è affidato a Silvio Castiglioni, in scena il 12 aprile, con Casa d’altri, un radiodramma teatrale liberamente tratto dal racconto di Silvio D’Arzo, figura atipica e solitaria nel panorama letterario italiano del Novecento, morto nel ’52 a soli trentadue anni.
A seguire, l’incontro con lo stesso Castiglioni e il drammaturgo Andrea Nanni.
Skené si presenta dunque come progetto che ha l’ambizione di creare una rete di collaborazioni stabile tra associazioni operanti sul territorio: l’Associazione Culturale Teatro dell’Asino, Verucchio Teatri e Musiche, che sostiene il progetto e mette a disposizione della rassegna e dei laboratori correlati gli spazi del Teatro Comunale e il Centro Giovani EpiCentro, nelle cui sale verrà allestita la mostra su Auschiwtz e Birkenau; skené esprime il desiderio che le compagnie appartenenti al territorio del Comune di Verucchio e della Valmarecchia possano crescere attraverso l’interazione con gruppi di valenza nazionale, oltre a rappresentare il tentativo di far sì che i partecipanti ai laboratori possano sperimentare nuove modalità di stare con sé e con gli altri non finalizzate esclusivamente alla realizzazione di uno spettacolo, ma all’accrescimento personale e/o professionale.
Un progetto che costituisce una sfida, nella consapevolezza, come diceva Platone, che le cose belle sono difficili.
Giovedì, 01/02/2007 15:15