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Palio del Daino 2006

Le ricostruzioni storiche

Mondaino
Giovedì, 10/08/2006 13:02
Inviato da redazione
Sin da principio il Palio del Daino di Mondaino si è contraddistinto per la particolare cura degli allestimenti scenografici e delle ricostruzioni di arti, mestieri e della vita quotidiana nell’Italia intorno alla metà del 1400.

Con la stessa cura e dedizione anche quest’anno verranno riproposte alcune ricostruzioni storiche migliorate nell’ambientazione e arricchite nella presentazione, come quella de Lupanare, mentre l’Hospitale de Penitenti e dei Pellegrini, proposto dall’Associazione La Commenda di Reggio Emilia troverà una nuova collocazione nell’antico monastero delle Clarisse di Mondaino.

L’apertura di alcune sale, gentilmente concessa dai proprietari del palazzo nel centro storico di Mondaino, ha reso possibile l’allestimento di un Hospitale con la ricostruzione di alcuni posti letto così come dovevano essere intorno alla metà del 1400.

A completare questa presentazione, una nuova ricostruzione di un convento di Clarisse, allestita appositamente per il Palio del Daino in collaborazione con Il Teatro dello Spiazzo di Pesaro.

In particolare dietro alla “ruota” (la porta girevole che era l’unica via di comunicazione delle monache con l’esterno) sarà proposto l’allestimento di un refettorio e di alcune cellette delle monache, mentre le attrici della compagnia marchigiana in abiti monastici del 1400 rappresenteranno alcuni momenti della vita delle monache.

In questa diciannovesima edizione è stato approfondito in modo particolare il tema del cibo e della cucina che sarà rappresentato da La Corte Medioevale, gruppo di ricostruzioni storiche di Valle San Giorgio in provincia di Padova e da La Comitissa, gruppo storico di Ghemme provincia di Novara.

La Corte Medioevale, che torna dopo una breve assenza al Palio del Daino, è specializzata nella rappresentazione della lavorazione del pane in tutte le sue fasi dalla macinatura del grano, la selezione delle farine, la preparazione degli impasti alla cottura delle pagnotte che potranno essere assaggiate dai visitatori ancora calde appena uscite dalle braci.

La Comitissa invece, proporrà l’allestimento della cucina e realizzerà davanti agli occhi di tutti alcune ricette tratte da manoscritti e testi del XIV secolo.

Il gruppo storico di Ghemme sarà il protagonista di un’altra ricostruzione meno nota ma di sicura suggestione: Il Bagno Pubblico.

Con l'avvento del cristianesimo la chiesa condannò e vietò le lusinghe dei piaceri sensuali, secondo la concezione ascetica che riteneva immorale la cura del corpo. In quest'epoca i bagni caldi divennero l'obiettivo delle violente prediche dei moralisti cristiani. Sant'Agostino nella sua "Regola" raccomandava un bagno caldo solo una volta al mese. L'arte del bagno venne così misconosciuta per tutto il medioevo anche se stabilimenti pubblici più o meno lussuosi rimasero aperti nelle città fino agli ultimi decenni del XVI secolo. Il bagno pubblico serviva contemporaneamente a due scopi: l'uno morale, l'altro meno. Malgrado le innumerevoli norme che proibivano di ricevere in tale luogo le meretrici, tutti i bagni erano abbondantemente forniti di cameriere alquanto servizievoli. Dietro l'apparenza di luoghi per la cura e l'igiene del corpo spesso essi nascondevano autentici postriboli, bische e ritrovi malfamati.

La Comitissa fa rivivere quei luoghi attraverso una ricostruzione d'ambiente in cui il visitatore può immergersi in una tinozza d'acqua profumata con essenze e petali di fiori e, una volta affidato alle cure delle "cameriere", gustare dolci, frutti e vino speziato.

Giovedì, 10/08/2006 13:02


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