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Ospedale Infermi Rimini

Indirizzo:via Settembrini, 2
Cap:47900
Citta:Rimini
Telefono:0541705111
Fax:
Email:
Url:Sito web
Orari:
Informazioni: 0541 705209
Segreteria: 0541 705667 - 5447 - 5006
Ufficio Accettazione: 0541 705670
Ufficio Ticket: 0541 705671
Archivio cartelle cliniche: 0541 705310
Guardia medica: 0541 787461
Poliambulatori: 0541 705270

Nella città di Rimini esistevano sin dal 1200 moltissimi "ospedali". Per citare i più noti si andava da quello di "S. Spirito", fuori Porta Romana, dei "Battuti e Scoriati", in Borgo S. Andrea; di "S. Bartolomeo", nelle vicinanze dell'Arco d'Augusto; di "S. Caterina", nel sobborgo di S. Giuliano; dei "SS. Pietro e Biagio", in contrada S. Biagio; di "S. Giovanni Battista", del borgo omonimo; di "S. Antonio" in Santa Maria a Mare; di "S. Maria in Argumine", in città, di "S. Marzio" in contrada S. Agnese, il "S. Maria della Misericordia" in corso d'Augusto verso il Ponte Tiberio.

Questi "ospedali" verranno unificati, con l'atto del 26 Giugno 1486, in un'unica struttura che viene identificata in S. Maria della Misericordia.
Il motivo di tale unificazione trova la sue motivazioni sia in quella di riunire le risorse, poche, dei diversi ospedali, per meglio adempiere al compito di sostenere i molti bisognosi della città sia nel far rientrare questo ospedale entro la cinta muraria della città per metterlo al riparo dalle scorrerie di banditi e vagabondi.

E' da ricordare che il termine "ospedale" a quel tempo non aveva il significato di luogo di cura sanitario che noi oggi diamo. Il temine quasi sicuramente deriva dal latino hospitalis che designava un luogo (domus) in cui si dava un alloggio a forestieri. Lentamente, con questo termine, prima "spedale" poi "ospedale" si designeranno i luoghi in cui, grazie alla pubblica beneficenza dei cittadini, verranno ospitati i "bisognosi" della città.
La popolazione di detti "ospedali" era composta dalle persone più varie: mendicanti, affamati, storpi, lebbrosi, appestati, folli, donne di strada, orfani ed ammalati: il tratto comune che li unisce è quello di essere poveri e senza mezzi. Il medico, allora "libero professionista" veniva chiamato in "ospedale" a prendersi cura degli ammalati che vi soggiornavano. Tale "ospedale" espleterà questa sua funzione fino 1800, momento in cui nasce a Rimini quello che Le Goff chiama il "palazzo della malattia". Infatti, nel settembre 1800 si deciderà di trasferire gli infermi, poveri ma curabili dall'Ospedale Della Misericordia, all'ex Collegio dei Padri Gesuiti, l'attuale Palazzo Tonini, oggi sede dei Musei comunali, prendendo il nome di ente "Ospedale Infermi" o "Ospedale degli Infermi".

Lo scopo è " curare gratuitamente i poveri d'ambo i sessi della città e dei sobborghi, nel numero corrispondente ai redditi dell'Istituto, affetti da malattie acute e curabili: sono escluse, oltre alle malattie croniche, le epidemiche, le contagiose e le sifilitiche" (Congregazione di Carità di Rimini, Resoconto economico morale per l'anno 1892). Ora, cominciano a rivolgersi all'ospedale anche i malati a pagamento, diventando luogo di cura e cominciano a cadere i preconcetti che consideravano il ricovero ospedaliero "un fatto se non disonorante, certo avvilente, perchè denota il colmo della miseria e dell'abbandono".

La medicina trova ora nell'ospedale il "luogo della cura", il medico farà di esso lo spazio privilegiato della sua attività. Questo porterà la medicina a specializzarsi lentamente in diverse branche che verranno inserite lentamente come reparti all'interno dell'ospedale.
La sede rimarrà la stessa, pur subendo successivi ampliamenti, ammodernamenti e vicissitudini, fino al 14 Giugno del 1974, giorno in cui verrà inaugurato il nuovo ospedale, l'attuale, di via Settembrini. Solo nel periodo della Seconda Guerra Mondiale fu necessario spostare la sede.

Infatti, dopo l'armistizio del 1943, l'Italia venne occupata dalle Forze tedesche, ed il conseguente sbarco delle Forze alleate in Sicilia, portò il fronte di guerra per diverso tempo sulla Linea Gotica, dove le prime si erano arroccate in massa per resistere all'avanzata alleata.
La vicinanza a questa linea di guerra aspra e combattuta fece sì che tutta la Romagna Meridionale e la parte settentrionale delle Marche fossero teatro di intensi bombardamenti aerei da parte delle Forze alleate per snidare e distruggere le postazioni di difesa tedesche.

A causa di questi fatti, la città di Rimini, subì continui bombardamenti, si che si decise di trasferire l'ospedale in una sede più sicura, sulle colline di Covignano, nell'abbazia di San Fortunato. Ma nel momento più caldo della guerra, quando le forze alleate stavano per sfondare la linea di difesa anche questa sede fu abbandonata, e, grazie alla collaborazione con il Governo di San Marino, si trasferì, non senza difficoltà e rischi, nella notte del 2 settembre 1944, l'intera struttura nella vicina e neutrale Repubblica.

Passato il fronte, ed avvicinandosi la fine della guerra, si ritornò in città, ma questa non aveva risparmiato la vecchia sede: la struttura principale era gravemente danneggiata, come buona parte della città, rimanevano in piedi, ed ancora utilizzabili, il Reparto di Medicina ed il Padiglione di Isolamento. Risistemare la struttura sarebbe costato molto in termini economici e, la stessa, la si sentiva già inadeguata.

Si cominciò così a pensare ad un nuovo ospedale più moderno e adeguato alle esigenze della città. In questo senso venne l'ipotesi di utilizzare, come sede provvisoria, delle costruzioni in legno che l'Aiuto Svizzero stava approntando vicino alla città, oggi sede del C.E.I.S. (Centro Educativo Italo - Svizzero). Tale precaria sistemazione avrebbe poi stimolato maggiormente la costruzione di una nuova sede. Ma l'ipotesi venne scartata, e si decise di ripare ed adeguare l'antica sede. Questi lavori, eseguiti dalla Ditta Luigi Benzi, furono lenti e difficili, causando non pochi disagi alla popolazione, che vedeva notevolmente ridotta la capacità operativa delle struttura, sia al personale medico costretto ad operare in spazi angusti.

Solo alla fine del 1946 la struttura fu completamente ristrutturata.
Ma già allora, anche quando fu finita, si sentiva la sua inadeguatezza, vi era la necessità di aprire nuove sezioni sia per una medicina che andava, come detto sopra, sempre più specializzandosi , sia per la città che nel dopo guerra inizia un cammino che la porterà a aumentare notevolmente il numero di abitanti accompagnato da un miglioramento generale della qualità della vita.
Infatti accanto al Padiglione della Medicina generale e quello degli infettivi attivati negli anni 30, a quello di Radiologia aperto nel 1934, si aggiunge, ad esempio, nel 1951 la Divisione di Ortopedia e Traumatologia, nel 1960 la Divisione pediatrica e il Reparto Ostetricia e Ginecologia. Tali allargamenti vengono realizzati aumentando o sopraelevando la precedente struttura, che però ha limiti evidenti di spazio.

Si rende sempre più necessrio realizzare per la sanità riminese una struttura più al passo con i tempi, più ampia, per rispondere ai bisogni di un territorio che è cresciuto e cambiato. Passeranno trentanni, ma con molte vicissitudini, il 14 Giugno 1976, ed elevati costi economici, il nosocomio riminese viene trasferito nella nuova e moderna sede di via Settembrini, in località Colonnella, in un'area destinata in precedenza a coltivazione agricola di proprietà dell'Ente "Ospedale Infermi", proveniente dalle donazioni di Antonio Brancuti dell'anno 1649 e di Teresa Sartoni del 1832.

Bibliografia

Vio Cornacchia
L'ospedale dè Battuti e Scoriati in Rimini (estratto)
Biblioteca Gambalunga di Rimini

Vio Cornacchia
L'ospedale Santo Spirito di Rimini Rimini (estratto)
Biblioteca Gambalunga di Rimini

Vio Cornacchia
L'ospedale di Santa Maria della Misericordia di Borgo San Giuliano In Rimini (estratto)
Biblioteca Gambalunga di Rimini

Vio Cornacchia
L'ospedale di San Lazzaro al terzo in Rimini Rimini (estratto)
Biblioteca Gambalunga di Rimini

Giorgio Cosmacini
La medicina e la sua storia
Milano, Rizzoli, 1989

Jacques Le Goff, Jean-Charles Sournia (a cura di)
Per una storia delle malattie
Bari, Dedalo, 1986

Viterbo Tamburini
Pietà e Liberalità a Rimini
Rimini, Il Ponte, 1994

Anna Tonelli
L'ospedale Infermi (1800-1940)
in AAVV Economia e Società a Rimini tra 800 e 900
Rimini


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