31/03/2007, 11:05
BEBO STORTI in "MAI MORTI"
uno spettacolo di Renato Sarti
Giovedì 12 Aprile - Ore 21.00
CSA Grottarossa S.p.a.
VIa della Lontra 40, Rimini
info:3280255251
INGRESSO GRATUITO
È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce
a questo nostalgico delle “belle imprese” del ventennio
fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa
dell’”ordine pubblico”, contro viados,
extracomunitari, zingari e drogati.
Un’ora e dieci minuti per svelare il meccanismo dello
sdoganamento in un superbo lavoro teatrale che rende
lampante il percorso dalle stragi africane a Salò e dalle
torture delle nostre SS, al volo da una finestra della
questura di Milano, sino ad arrivare ai “rumori di
sciabole” alla Diaz.
Riannodare i fili, spiegare, ridire i nomi.
Mai Morti era il nome di uno dei più terribili battaglioni
della Decima Mas.
A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella
repressione antipartigiana, e al magma inquietante del
pianeta fascista il personaggio guarda con delirante
nostalgia.
È una figura di fantasia, ma tragicamente realistica:
Renato Sarti, autore da sempre impegnato sui temi della
memoria storica, ha voluto ripercorrere, attraverso i
racconti di un uomo “mai pentito”, episodi della nostra
storia ampiamente documentati, per far riflettere, in modo
diretto e crudo, su quanto, in Italia, il razzismo, il
nazionalismo e la xenofobia siano ancora difficili da
estirpare.
Durante una notte milanese dei nostri giorni il
protagonista si sveglia e si abbandona ai ricordi degli
episodi a lui più “sacri, lontani, cari”.
E ancora rievoca alcune delle più orribili imprese portate
a termine dalla Decima Mas (che oggi si cerca di far passare
per una pacifica combriccola di patrioti).
La narrazione si spinge poi al dopoguerra, ricordando i
legami che diversi esponenti della Decima Mas hanno
conservato per decenni con gli ambienti dei servizi segreti
deviati, entrando a vario titolo nelle inchieste su alcuni
dei passaggi più oscuri e torbidi della vita della
Repubblica.
Anche il passato più prossimo, e il nostro presente,
animano i suoi sogni a occhi aperti: siamo così nella
Milano incandescente del 1969 e poi nella Scuola Diaz, a
Genova, durante le giornate del G8.
Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse
dimenticato o non l’avesse mai appreso, che la parola
antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di
esistere.
Replicato numerose volte con grande successo in teatri,
palestre, cinema di tutta Italia, lo spettacolo ha
suscitato, per il suo contenuto pregnante e quindi scomodo,
la rabbiosa reazione di bande neofasciste che hanno cercato
in diverse occasioni di impedire la messa in scena dello
spettacolo.
uno spettacolo di Renato Sarti
Giovedì 12 Aprile - Ore 21.00
CSA Grottarossa S.p.a.
VIa della Lontra 40, Rimini
info:3280255251
INGRESSO GRATUITO
È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce
a questo nostalgico delle “belle imprese” del ventennio
fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa
dell’”ordine pubblico”, contro viados,
extracomunitari, zingari e drogati.
Un’ora e dieci minuti per svelare il meccanismo dello
sdoganamento in un superbo lavoro teatrale che rende
lampante il percorso dalle stragi africane a Salò e dalle
torture delle nostre SS, al volo da una finestra della
questura di Milano, sino ad arrivare ai “rumori di
sciabole” alla Diaz.
Riannodare i fili, spiegare, ridire i nomi.
Mai Morti era il nome di uno dei più terribili battaglioni
della Decima Mas.
A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella
repressione antipartigiana, e al magma inquietante del
pianeta fascista il personaggio guarda con delirante
nostalgia.
È una figura di fantasia, ma tragicamente realistica:
Renato Sarti, autore da sempre impegnato sui temi della
memoria storica, ha voluto ripercorrere, attraverso i
racconti di un uomo “mai pentito”, episodi della nostra
storia ampiamente documentati, per far riflettere, in modo
diretto e crudo, su quanto, in Italia, il razzismo, il
nazionalismo e la xenofobia siano ancora difficili da
estirpare.
Durante una notte milanese dei nostri giorni il
protagonista si sveglia e si abbandona ai ricordi degli
episodi a lui più “sacri, lontani, cari”.
E ancora rievoca alcune delle più orribili imprese portate
a termine dalla Decima Mas (che oggi si cerca di far passare
per una pacifica combriccola di patrioti).
La narrazione si spinge poi al dopoguerra, ricordando i
legami che diversi esponenti della Decima Mas hanno
conservato per decenni con gli ambienti dei servizi segreti
deviati, entrando a vario titolo nelle inchieste su alcuni
dei passaggi più oscuri e torbidi della vita della
Repubblica.
Anche il passato più prossimo, e il nostro presente,
animano i suoi sogni a occhi aperti: siamo così nella
Milano incandescente del 1969 e poi nella Scuola Diaz, a
Genova, durante le giornate del G8.
Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse
dimenticato o non l’avesse mai appreso, che la parola
antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di
esistere.
Replicato numerose volte con grande successo in teatri,
palestre, cinema di tutta Italia, lo spettacolo ha
suscitato, per il suo contenuto pregnante e quindi scomodo,
la rabbiosa reazione di bande neofasciste che hanno cercato
in diverse occasioni di impedire la messa in scena dello
spettacolo.